I Btg. M. “Camilluccia”

Il 17 settembre 1943 venne aperta a Roma (Piazza Colonna) la Federazione del Partito Fascista Repubblicano (P.F.R.) sotto l’occhio vigile di un autoblindo ed un camion con a bordo un gruppetto di Legionari “M.” appartenenti alla mai disciolta “Divisione Corazzata M”, comandati dal Tenente Giuseppe Nicoletti ed, in sottordine dal S.Ten. Nello Rastelli.
Parteciparono a detta apertura, tra gli altri, un gruppo di 18 giovani d’età compresa tra i 15 e 19 anni.
Questo gruppo di giovani esternò subito ai precitati signori ufficiali il fermo proposito di essere arruolati e destinati in zona d’operazioni per riscattare l’Onore d’Italia e dimostrare al nemico invasore che non tutti gli italiani la pensavano come i traditore “Pippetto” (Vittorio Emanuele III) e il bocciofilo Badoglio.
I signori ufficiali si impegnarono subito a rappresentare la nostra richiesta al Generale Renato Ricci, allora Capo di Stato Maggiore della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Infatti, il successivo giorno, il 20 settembre, ci venne comunicato che la nostra richiesta era stata accettata. Al mattino del 21, ci hanno fatto prendere posto sul camion (il glorioso Spa 38) e condotti al Comando Generale della Milizia.
Non posso sottacere che durante il percorso, attraverso il centro di Roma Immortale, i nostri canti, a squarciagola, destarono a fecero accorrere alle finestre e lungo le strade attraversate, la popolazione civile, la quale, checché se ne voglia dire, ci applaudì con entusiasmo e, d qualche finestra, non mancò di gettarci fiori. Giunti al Comando Generale, abbandonati gli abiti civili, avemmo l’alto onore, di indossare le divise e, soprattutto, il privilegio della Camicia Nera, che, ancora oggi gelosamente custodiamo.
Fu, così, costituito quello che in un primo momento assunse la denominazione di “I° Battaglione Giovanile Legionario”. Dopo pochi giorni avemmo il Battesimo del Fuoco, ed il Primo Caduto, quando scendendo disarmati dalla Camilluccia, a Monte Mario, verso il sottostante Foro Mussolini, siamo stati oggetto di una vile aggressione da parte di un gruppo di vigliacchi militari disertori, i quali, però, non tennero conto del fatto che, risaliti in caserma ed armatici, riscendemmo, rastrellammo la zona, li catturammo tutti, e li consegnammo alle Autorità Militari, che li processarono per direttissima. Furono poi passati per le armi. Il nostro Camerata Caduto era stato vendicato!!!
A seguito di tale fatto d’arme, il Comando Generale della Milizia ci autorizzò a fregiarci della “M Rossa” al posto dei tradizionali Fascetti. Il reparto conseguentemente, assunse la denominazione di “I° Battaglione d’Assalto “M” Camilluccia”, che, da quel momento, ci contraddistinse fino al suo scioglimento, il 5 maggio del 1945, ovunque venne impiegato.
Il Reparto, durante la sua permanenza a Roma, venne subito impiegato nella scorta dei treni che trasportavano materiale logistico trasferito da Roma al nord.
Nel mese di gennaio del 1944 ricevemmo l’ordine di trasferimento in Piemonte, a Vercelli, dove ci acquartierammo nella caserma “l’Aravecchia” ed ivi proseguimmo nell’addestramento.
Siamo stati impiegati a Milano, per far rientrare il tanto conclamato “sciopero” che, per la verità storica, col nostro intervento, ha avuto la durata temporale di circa tre ore.
Successivamente, tenuto conto che il 90% dei suoi effettivi era costituito da studenti, il Comando generale, ritenne che sarebbe stato opportuno sciogliere il Battaglione, per avviarne gli studenti alle Scuole Allievi Ufficiali; ma il nostro fermo rifiuto di accettare quella soluzione, perché c’eravamo arruolati per combattere e non per andare a scuola, il Generale Renato Ricci, rivide quella decisione e ci concesse di rendere facoltativa la partecipazione ai corsi AA.UU.
Di fatto, l’organico del reparto, rimase pressoché immutato e, quindi, il Comando generale, passò ad esaminare l’opportunità di aggregazione del nostro Battaglione con il 63° Btg. “Tagliamento”, anch’esso di stanza a Vercelli, al fine di ricostruire, con l’accorpamento dei due battaglioni, la “1° Legione “M” d’Assalto Tagliamento”.
Mi sia consentito, in proposito, di portarvi a conoscenza di questo piccolo particolare: il Col. Merico Zuccai, comandante del 63° Btg, e prossimo comandante della Legione, ritenne doveroso conoscere, prima dell’aggregazione, sia pure in incognito, quel reparto. Ciò fatto ebbe a dire ai suoi ufficiali: “Se quei ragazzi combattono così come cantano, saranno dei magnifici combattenti”. Dopo l’accorpamento e l’impiego in combattimento dei Reparti, venne a visitare il Btg Camilluccia, e con sua dirittura morale volle personalmente dichiararci: “Quando volli conoscervi ebbi a dire ai miei ufficiali che se avreste combattuto come cantavate sarei stato felice di avervi nella mia Legione. Oggi a Voi debbo dire che combattete meglio di come cantate”.
Ho scritto queste poche righe in Onore dei Camerati eroicamente Caduti per quella che è stata, e che resta immutata nei nostri cuori, la Nostra Patria e per i giovani d’oggi, perché tra le tante menzogne possano sapere in verità che realmente noi fummo e, seppure come razza in estinzione, siamo e saremo fino alla “bella morte”.
(uno dei diciotto di Piazza Colonna)
Cap. Magg. “M” Ettore Valle

Nota: come ogni anno lo scorso 20 settembre, i reduci del Battaglione si sono incontrati per festeggiare l’anniversario della “Camilluccia”.