La strada sbarrata

La tragedia portata sulla Terra dalla vittoria della plutocrazia apolide - che si serve come braccio secolare degli Stati Uniti d'America Spa- è a buon punto del terzo atto.
In tutto il mondo, puntualmente. le illusioni cretine del '45 vanno in frantumi, lasciando solo crisi e disperazione.
Nel terzo mondo, in cui la pseudolibertà è servita soltanto a distruggere insensatamente il proprio patrimonio naturale, in un quadro di guerre, genocidi e denutrizione crescente.
Nell' impero dell'ex-U.R.S.S., dove popoli degradati da settant'anni di scempiaggini collettiviste hanno già rapidamente scoperto la vera faccia della democrazia pluralistica e dell'economia di mercato, che significano per loro soltanto svendita fallimentare delle strutture produttive nazionali ai rapaci usurai d'occidente.
E infine nello stesso mondo occidentale e industrializzato, culla del capitalismo, talmente rimbambito nella sua demenziale caccia al, profitto da essersi tranquillamente dimenticato la lezione del '29.

Si scoprì allora, che cercare il profitto attraverso lo sfruttamento dei lavoratori con bassi salari era una follia, in quanto, se il potere d'acquisto delle masse era minimo, i prodotti restavano invenduti e addio profitti! Allora dopo il patetico tentativo di Roosevelt di scopiazzare, col suo New-deal, il corporativismo italiano (allora non eravamo noi a scimmiottare gli Americani, ma vice-versa) fu inventato il consumismo, e cioè l'aumento indefinito delle vendite. Per questo occorrevano alti salari, ma nel contempo un patologico edonismo di massa, con induzione di false esigenze e di consumi smodati e sempre crescenti. Si cominciò naturalmente negli U.S.A. Io che sono vecchio ricordo come, negli anni trenta, guardando i films americani, ci stupissimo del fatto che da quelle parti anche i più straccioni avessero la macchina.
E' ovvio, però, che qualsiasi sistema fondato su un aumento indefinito, in un mondo dove di infinito non c'è nulla (tranne la fessaggine umana) si trovi continuamente davanti a limiti di saturazione. Così, ben presto non bastò più l'America. Occorreva che avessero tutti la macchina (e bevessero fiumi di Coca-cola, ecc. ecc,) anche in Europa. e cosi a Wall street fu decisa la seconda guerra mondiale (la favoletta dell'orco Hitler ha stufato anche i bambini sub-normali).
Dopo il consumismo doveva venire il mondialismo.
Si dovevano inondare di prodotti industriali più o meno inutili anche la Mongolia esterna e il Ruanda-Urundi, sennò il capitalismo si strozzava. Ad ogni costo. Che gli frega, a quelli, di milioni di morti? Mica muoiono le grandi banche!
E ora? Non vi accorgete che i padroni anonimi della Terra, davanti alla nuova crisi di saturazione, vanno a cercarsi una boccata d'ossigeno (leggi: profitti) sfruttando le bassissime mercedi del brulicante terzo mondo? Bassissime mercedi, capito? Come negli anni venti! E la concorrenza di gialli e neri sta portando disoccupazione e contrazione dei salari anche in "Occidente", no? Altro che mobilità caro Amato!
La miseria si estende a macchia d'olio e con essa il potere d'acquisto va a farsi fottere. Come la mettiamo, furboni di Wall-street e dei vari "Britannia", dato che la macchina consumista non ha la retromarcia?
Non se n'esce, mi pare. I tempi cupi che si annunciano diverranno ancor più cupi. Cupissimi.
Una via d'uscita ci sarebbe. Una via che, durante la ricordata grande crisi del 29-30, in Italia fu percorsa molto felicemente, tanto che ci permise di guardare con compatimento, dall'alto della nostra povertà, i ricchi che morivano di fame.
Solo che è sbarrata, proibita, demonizzata, maledetta. Non li sentite i nostri politicanti?

Rutilio Sermonti

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