Risposta all'articolo "RAI TV :  una "grande storia" a senso unico" di Enzo Cicchino.

Cari amici della Tagliamento
Con una certa perplessità mi vedo chiamato in causa a proposito della mancata realizzazione di un mio lavoro televisivo sulla tragica storia del Corpo di Spedizione Francese in Italia, durante l'ultima guerra. Voglio affermare con esplicita chiarezza che la mia attività di regista non ha mai subito alcuna censura ne' relativa a quel programma ne' ad altri, pertanto vi prego di apportare qualche leggera modifica al tono del vostro articolo, che mi chiama in causa.

Intanto che mi trovo, però, Vi voglio -amichevolmente- invitare a riflettere su un aspetto saliente, che dovrebbe rassicurarvi quanto a televisivi timori.

1. Dovreste essere d'accordo con me che la trasmissione per cui lavoro - LA GRANDE STORIA - da anni e' impegnata a raccontare gli eventi passati e recenti con assoluto rigore e con un atteggiamento che -lo dovete riconoscere - e' stato sempre scevro da qualsiasi pregiudizio tendenzioso. In particolare da quelli che per decenni hanno leso verità profonde, il cui occultamento ancora si rimprovera. 

2. Per quel che mi riguarda posso garantire, senza tema di smentita, che se l'inchiesta sui goumiers non si e' realizzata e' stato solo perché non sempre tutto ciò su cui si lavora poi si porta a termine. Quasi sempre, intervengono accidenti che possono sembrare anche lievi ma determinanti il fatto che un lavoro iniziato non si concluda.  

Accade spesso, in film documentari di cui mi occupo, che la morte di un testimone oculare, o di un personaggio chiave, motore del racconto, venga a togliere interesse all'inchiesta. Questo e' stato il mio caso, purtroppo. 

Ma ciò non significa che un progetto interessante in futuro non lo si possa riprendere e sviscerarlo a fondo.  Che non sia stata una censura lo sta a dimostrare, inoltre, il fatto che mesi dopo ho affrontato un racconto ancor più spinoso di quello dei marocchini: la ricognizione storica sui gerarchi del Regime, che vi assicuro, per i suoi risvolti politici e' molto ma molto più delicata delle rivoltanti violenze del periodo bellico. 

Eppure l'11 marzo 2002 e' andata in onda su Rai Tre. 110 minuti su Balbo, Farinacci, Grandi e Bottai. Un'altra ne sto preparando su Graziani, Bottai, De Vecchi, Pavolini; andra' in onda in autunno, o primavera 2003. Come vedete
non abbiamo paraocchi. 

Sino a dieci anni fa, probabilmente si poteva parlare di qualche limitazione al modo di affrontare gli argomenti, ora invece si tien conto solo di ciò che e' importante per il palinsesto.  Anche chi, per una ragione di storia familiare, e' legato al fascismo, deve compiere lo sforzo di non essere più inviperito per censure di fantasia che non esistono più, altrimenti resta fuori del tempo.  

E poi, per concludere, onestamente fatemi dire anche un'altra cosa.  Sia pur vero che, in passato, il fascismo e' stato elaborato dai mass media ufficiali spesso (ma non sempre!) con tendenziosi paraocchi dando all'esperienza del Ventennio un voto assai lontano dalla sufficienza, diciamo un bel due! che, certo, per chi ci ha creduto e rischiato la vita, risultava umiliante. 

Però, guardiamoci in faccia. Con tutta la buona volontà di mettere insieme i cocci ed il valore, quando si tirano le somme, il voto non e' che sia molto più alto! al massimo un cinque!  Il fascismo e' stata una esperienza storica interessante, ma indiscutibilmente disgraziata!

Per esempio, le leggi razziali, pur con tutte le attenuanti e il distinguo che si trattava di discriminazione e non di persecuzione, restano comunque una carognata! e tale risultava anche a buona parte dei contemporanei. 

Ancora. Se nella politica interna c'era uno straccio di ideale, che era il benessere e l'onore, in quella estera il fascismo non ne aveva nessuno! Il suo imperialismo era detestato da tutti i popoli a cui esso si rivolgeva! 

E poi, come la mettiamo con quella strana furbizia di approfittare delle vittorie altrui per imbrogliare con le proprie!? E' stata proprio questa pochezza a far si' che gli italiani scendessero in guerra contro la Francia e l'Inghilterra con l'idea sciocca di non combatterla, temendo che il bottino andasse tutto ai tedeschi!

Amici miei, su questi fatti, non c'e' programma televisivo che tenga. Anzi, se quelli tendenziosi di una volta, davano spazio a scusanti ed omertà più o meno discutibili, creavano comunque un utile polverone! Ed anche un alibi. Ora che invece, le cose le si racconta per come sono, LA VERITA' mette una
così profonda tristezza, e un tale rammarico, che piange il cuore.  

Stando tutti i giorni a vedere cose che quasi nessuno di voi ha mai visto e ad analizzarle per il montaggio, vien voglia di alzarsi, prendere una cinghia e frustare quei gerarchi, insieme a Mussolini, uno per uno! Sento un magone? altro che censura! certe volte bisogna dosare perfino la verità per non straziare troppo!

Fidatevi, spesso, proprio nella censura, v'e' la salvezza! Ed i fascisti di queste cose dovrebbero intendersi! 

Con simpatia 
Enzo Cicchino