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I Legionari Repubblicani sul
fronte di Cassino Uno dei momenti decisivi dell'avanzata angio-americana su Roma è rappresentata dagli scontri combattuti nella primavera del 1944 sulla linea "Gustav", che aveva il suo caposaldo a Cassino.
Su questo fronte le armate tedesche opposero all'esercito invasore una resistenza durissima, tanto da infliggere al nemico delle perdite ingenti, nonostante l'inferiorità di uomii e mezzi.
Ma oltre alle leggendarie imprese dei "diavoli verdi", i paracadutisti germanici rimasti a combattere tra le rovine dell'antichissima abbazia di San Benedetto, rasa al suolo dai bombardieri alleati, ed ai capolavori tattici del Feldmaresciallo Kesselring, che riuscì a trasformare la lotta in uno dei massimi esempi di guerra difensiva, meritano di essere ricordati altri protagonisti di quelle tragiche giornate.
A difendere il territorio italiano dall'as sortita congerie di truppe raccolta dai "liberatori", polacchi, brasiliani, neozelandesi, "gurkha" indiani, nonché i tristemente noti reparti coloniali francesi, tra cui marocchini, senegalesi ed algerini, sì ersero a combattere anche diversi reparti della Repubblica Sociale Italiana aggregati alla GNR, mentre altri militari erano inseriti nelle file della Wehrmacht.
Tra questi va menzionato il cosiddetto "Gruppo Cozzarini", guidato dal tenente dei bersaglieri Cesare (Rino) Cozzarini, che aveva raccolto i suoi uomini nel "Battaglione Volontari Mussolini", incorporato nel 14° Panzer Korps" tedesco.
Il Gruppo Cozzarini si distinse nei combattimenti nei pressi di Mondragone e ad esso venne affidata la difesa di Monterotondo, un'altura situata nei pressi di via Casilina.
Dopo giorni di scontri durissimi, il reparto, decimato, si ritirò con le forze tedesche avendo lasciato sul campo numerose perdite.
Caduto alla testa dei suoi legionari, a Cesare Cozzarini, il governo della RSI conferirà una delle prime medaglie d'oro al V.M., nel novembre 1943.
Altri contingenti italiani presenti sulla linea Gustav furono il 1020 Btg. del Genio fortificazioni campali (GFC), il 1080 GFC, comandato dal Maggiore Santoro, il 1090 GFC ed il 540 Btg. salmerie e carreggio agli ordini del Capitano Dario Ricci.
Tutti questi reparti erano impegnati nella fortificazione della linea Gustav assieme agli alleati tedeschi operativi agli ordini del Generale Hans Bessel.
Con queste forze fu, in seguito, costituito un battaglione italiano mandato di rinforzo nella località di Esperia, zona del fronte epicentro delle tragiche "marocchinate".
Nella cittadina ciociara venne fatta convergere anche la 1190 Legione Camicie Nere "Nicola Ricciotti", ridenominata agli inizi del 1944 come 6560 Comando Provinciale della GNR di Frosinone.
Sempre ad Esperia venne impiegato anche un battaglione M di artiglieria contraerea e, a completare il quadro vanno citati alcuni reparti composti da "Freiwillige Italienische", truppe volontarie inquadrate nella Wehrmacht ma, con uniforme, insegne e diritti italiani, la cui presenza è attestata su diversi punti del fronte di Cassino. Sull'attività di tutti questi reparti italiani la documentazione esistente è frammentaria e quindi incompleta.
La loro presenza in un punto così nevralgico della campagna d'Italia rappresenta tuttavia un fatto altamente simbolico e ricco di significato dal punto di vista umano ed etico.
Molti combattenti tra le fila alleate si saranno certamente stupiti nel vedere che c'erano ancora soldati italiani in armi che non temevano di morire per difendere la propria Patria.
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