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Gli interventi del Dr. Antonino Intelisano, e del Presidente della Legione M Tagliamento Gregorio Misciatelli
In merito all'eccidio di Rovetta
Il Procuratore militare ci ha risposto
Italia volontaria gennaio aprile 1998
La lettera aperta del nostro direttore al procuratore militare Dr. Antonino Intelisano, pubblicata sul numero scorso, ha ottenuto un'eco inattesa.
Innanzi tutto, il Dr Intelisano - con squisita cortesia, della quale lo ringraziamo - ha risposto con la seguente lettera, comunicando di aver provveduto a trasmettere la denuncia al Procuratore della Repubblica di Bergamo, competente per materia e per territorio:
"Roma. 8 gennaio 1998. Egregio Avvocato, nel ringraziarLa per gli auguri per l'anno appena iniziato, che ricambio. Le comunico di aver trasmesso formalmente copia della lettera aperta sull'eccidio di Rovetta alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Bergamo, per competenza (non solo territoriale).
Le persone indicate come autori del fatto ed appartenenti a reparti partigiani, non risultano, allo stato, soggette alla giurisdizione militare.
Con i migliori saluti
Antonino Intelisano
L'intervento del Presidente della Legione Tagliamento, Gregorio Misciatelli
Italia volontaria, gennaio aprile 1998
Caro direttore, ho letto su "Italia volontaria", n.2, del settembre-dicembre 1997, la lettera indirizzata al Dr. Intelisano.
Le comunico che il Gruppo Reduci la Legione "M" Tagliamento, di cui mi onoro essere il presidente, ha iniziato le pratiche per la riapertura del processo contro i partigiani che fecero l'eccidio di Rovetta che non fu un atto di guerra, ma una strage compiuta dopo la fine della guerra da partigiani comandati da ufficiali cosi detti alleati passibili di aver violato la convenzione di Ginevra.
La nostra Legione 44 anni fa, precisamente il 26/04/1 954 fu giudicata dal Supremo Tribunale Militare (Presidente Buoncompagni) e fu riconosciuta come reparto combattente.
Vorrei fare alcune precisazioni: "I Martiri di Rovetta facevano parte della Legione "M" Tagliamento ed era un plotone di formazione costituito da Legionari molto giovani e di malati e feriti in convalescenza, che era stato lasciato a presidio del passo della Presolana, lontano dai combattimenti, nei quali era impegnato il resto della Legione.
Ci sono errori sui nomi e sulle date di nascita nel vostro elenco, ma sono cose di poca importanza. Altra cosa che invece tengo a far notare è che il Legionario Giuseppe Mancini, essendo il figlio di Edvige, sorella di Mussolini, ne era il nipote ma, nessuno di noi lo sapeva, fu scoperto solo quando il Duce nell'agosto del 1944 ci venne ad ispezionare al fronte sulla linea del Foglia e chiese al nostro comandante Console Merico Zuccari di poter parlare con il Legionario Mancini. Il Console, molto meravigliato che il Capo dello Stato volesse parlare con un Legionario, lo fece chiamare ed il Duce notando la sua meraviglia gli disse che era suo nipote.
Questo è un esempio di un vero volontario che non ha voluto parlare della sua parentela per essere trattato come tutti e non avere privilegi.
Mi scuso per essere stato lungo ed invio cordiali saluti.
Gregorio Misciatelli
Allegate all'articolo:
Le cartelle cliniche dei Legionari De Vecchi e La Pero, redatte dall 'Ospedale mandamentale di Lovere dal momento del ricovero sino all irruzione dei criminali partigiani.
11 rapporti dei carabinieri della stazione Lovere della deposizione resa dal Dott. Tullio
Corazzina, medico dell 'ospedale di Lovere, resa il 4 di aprile 1957.
Fiorani Giuliano
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