Parole ultime ai vent'anni.

Eventi Tragici. che nessun sacrificio, sia esso anche il più sublime, potrà mai cancellare dalle pagine del libro di storia, hanno in questi ultimi tempi funestato l'Italia nostra, nonostante i sacrifici di milioni di patrioti che tuffo diedero per la sua grandezza, che molte volte tuffo abbandonarono per servirla in armi e che chiudendo gli occhi nel supremo olocausto, la intravidero splendente di luce nella sua rinnovellata potenza.
L'illusione di alcuni, il tradimento di molti hanno tutto ciò reso vano? Affinché il loro sacrificio non si ricordi con gli occhi velati da una profonda malinconia, affinché - essendo la Patria nostra precipitata in un così pauroso abisso - i nostri sacri eroi dal loro cielo non guardino con supremo sdegno lo spettacolo miserando che essa oggi presenta, e perché abbiano a ritrovare la pace dei forti, turbata da tanta nefandezza. sacrifici almeno pari a quelli loro, se non molto più grandi, ogni italiano che sia degno di questo nome dovrà compiere, dando tutto se stesso. Questi sacrifici dovranno essere contrapposti come supremo pegno di riscatto a quanto di più basso mente umana abbia potuto mai concepire: il tradimento della fede dei trapassati, del sangue generoso degli eroi della Patria.
Noi che abbiamo seguito l'impulso primo dell'animo, che abbiamo nel cuore. come un tabernacolo benedetto, conservato immacolato il senso dell'onore. che sentiamo bruciare nel petto più vivida che mai la fiamma inestinguibile della fede, subito comprendiamo quale fosse la via per la quale dovremmo risolutamente incamminarci. La via che il destino della Patria ordina di seguire anche a voi, fratelli nostri (che tali siete, essendo come noi nati in questa tanto travagliata Italia), a voi che ancora titubate per debolezza di carattere, per poca sicurezza di voi stessi, per l'abietto egoismo. perché legati ancora (e siete i più) a pregiudizi nati durante il passato regime ma e che assolutamente dovete superare, come noi, che da essi non eravamo alieni, abbiamo decisamente fatto.
La storia è implacabile, mai si arresta, e tutto travolge se ogni uomo non cerca anche lui di correre e andar di pari passo con essa, di non farsi superare.
Ebbene, non potrete certo sperare di rimanere in piedi mentre già tutto così paurosamente vacilla, e di resistere al turbine gigantesco che si sta su noi scatenando, restando là a imputridirvi, con discorsi, polemiche, recriminazioni, senza fine.
La Patria vi chiama, la Patria che sta morendo, la Patria che chiede da voi il supremo sforzo, che vi supplica - e quella che supplica, sappiatelo, è un comando, di aiutarla la rialzarsi.
Noi, e ancora non siamo in molti, abbiamo per primo risposto allo straziante richiamo della Madre nostra, uditelo anche voi, sta morendo la Patria che chiede da voi il supremo sforzo, che vi supplica - e quella supplica, sappiatelo, è un comando - di aiutarla a rialzarsi.
Noi, e ancora non siamo in molti, abbiamo per primo risposto allo straziante richiamo della Madre nostra. Uditelo, uditelo anche voi, o compagni, accorrete, noi vi accoglieremo con le braccia aperte, con gli occhi velati dalla commozione, dalla riconoscenza, dalla gioia di vedere che i migliori figli della patria, i giovani, si sono finalmente svegliati.
Non lasciatevi prendere in giro da quelli che sempre abbiamo considerato e sempre considereremo i nostri nemici. Voi che avete l'ardente anima dei ventanni, la generosità propria della nostra razza, non potete, non dovete seguire coloro i quali professano solo leggi e dottrine materialistiche.
Potranno i nostri Morti riconoscere in voi coloro ai quali hanno affidato la fiaccola luminosa da essi fino al momento dell'estremo sacrificio impugnata. Se dal cielo vedranno che nulla fate che possa qualificarvi tali, se nell'ora del pericolo, nell'ora in cui per noi suona la diana, vi comportate come se l'anima vostra fosse luetica, impotente, inesistente? Se invece di impugnare la armi, di correre le strade inneggiando alla vittoria, alla. Patria, continuerete a rinchiudervi in casa, a temere il pericolo, a rifuggire con terrore anche il pensare alla morte per la Patria, a rinchiudervi (e qualcuno lo ha fatto) in convento? No, allora no, non sarete più giovani, sarete dei vermi striscianti, degli esseri fisicamente giovani, ma con l'anima vecchia, vecchissima! Mai connubio più disgustoso si sarebbe potuto concepire di quello fra i vostri corpi e le vostre anime.
Fate che, negli anni avvenire, il giudizio sulla nostra generazione non sia tanto spietato come indubbiamente sarà se resterete inerti e insensibili. Fate che i nostri padri non abbiano a disperare per aver procreato soltanto dei figli morti.
Accorrete a noi, formeremo insieme un blocco granitico, i nostri cuori batteranno all'unisono con quello immensamente generoso della Patria!
Che la nostra gioventù sia viva, che esca dal torpore mortale dal quale tuttora è avvolta!
Uniamoci. afferriamo il braccio sanguinante della nostra Madre Italia; risolleviamola dalla fossa paurosa in cui ancora giace!
Insieme marceremo per la nostra asperrima strada e, pronti a tutto osare, a tutto dare, raggiungeremo la meta luminosa, mentre tutti gli Eroi dal cielo benedicenti accompagneranno la nostra marcia redentrice.

Legionario Stanislao Aureli

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