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Gli eroi scomodi
Il 4 novembre scorso a Redipuglia, in occasione dell'anniversario della Vittoria del 1918, ricorrenza assunta a simbolo e festa delle
Ff. Aa, sono stati tumulati i resti di un migliaio di Caduti in terra di Russia, 77 dei quali appartenenti alla 63~ Legione d'assalto M "Tagliamento", confluita successivamente, nel 1942, nel Raggruppamento "3 gennaio".
Tra questi caduti figurano la Medaglia d'oro al V.M. Mario Paolucci, caduto nell'agosto del
1942 nei combattimenti sull'ansa del Don, 9 Medaglie d'Argento, 16 Medaglie di Bronzo, 9 Croci di Guerra al V.M.
Eppure, i piccoli uomini che erano chiamati ad onorarli sono riusciti, anche questa volta, a non essere all'altezza.
Quegli uomini che, per il ruolo istituzionale che ricoprono, erano chiamati a testimoniare il ringraziamento, la devozione della
Nazione a chi sacrificando il bene supremo, la vita, per la Patria si èimmolato.
Ma i politicanti di oggi sono bravi a santificare chi, come i disertori cari a Scognamiglio, solo al proprio tornaconto sa guardare e non sono in grado di riconoscere il valore dell'azione di chi, per qualcosa di più grande, ha deciso di donarsi.
Non c'è da stupirci visto il paese nel quale viviamo. Ce lo ripetiamo tutte le volte ma, ogni volta poi, non riusciamo a far a meno di restare attoniti.
Il Capo dello Stato che latita la manifestazione; il Ministro della Difesa, Scognamiglio, Capo delle
Ff. Aa, ed il Presidente del Parlamento, Luciano Violante, che si permettono di far attendere le loro "personalità" per ben quaranta minuti, offendendo il dolore dei vivi e la memoria dei caduti per la Patria.
I discorsi improntati a sottolineare, rimarcare, come ci siano morti di "serie A" e morti minori. Minori perché indossavano una camicia, una Camicia Nera sì, perché a quei ragazzi era stato detto che indossarla significava scegliere di amare la Patria.
Distinguo che non trovano ragioni né nella storia né nel buon senso. Non trovano ragioni nella storia
poiché gli uni, quelli morti indossando la casacca di un reparto del Regio Esercito e gli altri, quelli che orgogliosamente indossarono la Camicia Nera, combatterono sullo stesso fronte, fianco a fianco, per gli stessi ideali.
A vergognarsi dovrebbero essere quelli che, consapevoli di tutto ciò, li tradirono allora e
continuano a farlo oggi.
Li tradirono allora, perché gli dissero che la sopravvivenza della Patria dipendeva dal loro sacrificio contro il nemico nei campi di battaglia di tutto il mondo, per cambiare poi. allorquando le cose si misero male, il treno in corsa, dimenticando i morti, i feriti e ciò che fino ad un minuto prima avevano sostenuto, solo per salvarsi la "tzhirba".
Li tradiscono oggi quando. mistificando, vogliono cancellare questa verità.
Non trovano ragioni nel buon senso poiché cambiarono fronte, si allearono con chi aveva ucciso i "loro" soldati, si allearono con chi bombardava il popoìo innocente ed indifeso, le donne ed i bambini nelle nostre città.
Ed allora, diviene un onore per noi non essere accettati da questi signori ed un'onta per loro che si permettono, per piccole ragioni dei "real
politik", di non ammettere nelle manifestazioni ufficiali il labaro di un reparto, quello della gloriosa Legione d'assalto M "Tagliamento", insignito di una Medaglia d'oro al V.M. e di una Medaglia d'Argento al V. M.
Il nostro devoto e cameratesco saluto ai nostri morti, ai combattenti di tutti i reparti caduti per l'Italia, noi lo facciamo lo stesso, noi li onoriamo oggi come ieri, domani come oggi, a modo nostro, quello che gli è militarmente dovuto:
PRESENTE!
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